Se l’Uomo è stato capace di dare addirittura il “nome” ad un’intera
era geologica
L’inascoltato grido di “allarme” che sin dal 1836 laggiù - dalle
parte della ex Villa Ferrigni a Torre del Greco - il cantore di Silvia
e Nerina lanciava all’Uomo è rimasto inascoltato. Lo sterminator
Vesevo ancora incombe minitante sul genere umano che, invece,
gonfio del suo fetido orgoglio, ancora vede, o crede di vedere, il
suo futuro sotto l’egida delle magnifiche sorti e progressive!
Il “moderno” Vesevo è l’Antropocene, la viva e presente era
geologica, sorta nel XVIII secolo con la Rivoluzione Industriale
e di cui l’Uomo - eponimo suo malgrado - è attore, regista, sceneggiatore,
costumista ed attore al contempo!
Anzi: giudice, giuria e boia in tutt’uno.
Se l’Uomo è stato capace di dare addirittura il “nome” ad un’intera
era geologica, allora vuol dire che ha modificato - ed irreversibilmente - il suo habitat, lo ha stravolto nei suoi cardini bio/climatici
e ne subisce già da ora le drammatiche conseguenze.
Egoismi socio/culturali, volontà di “gestire” tutto e tutti, miopia
economica e tecnologica: un caleidoscopio infernale che si è
concretizzato nel neologismo EGONOMIA, che ben racchiude
in sé, con la forza del suo idolatrico solipsismo, segnandone la
fine, il nostro stesso destino.
Antonio Sbarra