Dante nel De Vulgari Eloquentia scrisse: “Gettiamo via tutte le parlate montanare e campagnole, come quelle dei casentinesi... che con il loro accento aberrante da tutte le regole risultano stridenti con il linguaggio di chi abita nel centro città”.
L’UNESCO nel 2003 si è pronunciata invece per tutelare e salvaguardare tutte le varianti linguistiche del mondo.
La grande vicinanza del vernacolo casentinese all’italiano ha reso difficile ritrovare parole e modi di dire originali.
La raccolta non ha pretese letterarie, né la presunzione di costituire un vocabolario di vernacolo.
Lo scopo è stato quello di ritrovare testimonianze di un passato che vanno rapidamente scomparendo e che rischiano di essere definitivamente dimenticate.
A tutti va il più sentito ringraziamento.
Alla realizzazione del volume hanno collaborato:
Franco Acciai
Ferdinando Bandelloni
Martino Bandelloni
Lorenzo Gambineri
Alberto Marioni
Fernanda Piroci
Testo illustrato con disegni di:
Giorgio Innocenti “Ghiaccini”