La genesi dell'opera è legata a una lettera, scritta dall'Autore ad Avignone in un momento di particolare dolore, che ha poi dato vita all'intera raccolta. La scomparsa della persona amata si trasforma, verso dopo verso, nella Voce attesa. Sarà lei, nuova Iside, a suggerire la giusta via. [...] Apri le braccia sterili, avanzando// solleva il viso al viso mio celato// ed alitando vivi e ama e vivi [...]