Una saggistica varia, implicativa, a tratti scottante, elegantemente polemica, del tutto anticonvenzionale: il volume di Roberto Di Pietro, Campo & Controcampo (edizioni Helicon, 2008), nasce, in parte, da pregresse esperienze di critica letteraria vissute e affermate in molteplici ambiti e occasioni, dai programmi culturali della RAI (dirette, quindi, più ad ascoltatori che a lettori, come si potrà desumere dall’intonazione) a convegni e conferenze; e in parte da un impegno esegetico personale e direttamente riservato, appunto, alla pubblicazione. Diviso in due sezioni, il libro dedica una prima parte alla letteratura angloamericana (da Twain a Scott, da Gray a Smollett, da Dylan Thomas a Updike), e una seconda parte ad autori e problemi di incisiva pregnanza e coinvolti, in qualche modo, in un’ottica etico-culturale di evidente attualità, comprendendo, tra l’altro, due riproposte, Buzzati e quella di un rovente binomio (Pascoli/D’Annunzio), una inedita messa a fuoco di un particolare input poetico di Piero Bigongiari, un’affascinante e persuasiva ipotesi su Borges e un lungo saggio sulla nuclealità dell’Eros in Shakespeare. Vincitore del Premio Casentino 2008 per la saggistica, Campo & Controcampo si è già imposto come un punto di riferimento nuovo ed essenziale nel panorama della critica letteraria contemporanea mirata ad affrancarsi dai limiti di quei parametri valutativi strettamente accademici.