Da sempre e instancabilmente, il poeta attraversa e rifonda i margini del codice poetico; il quale non ammette confini: si plasma in spazi interiori in cui l’essere convive con l’esistere in una reciproca, inevitabile simbiosi, poiché questo chiede la poe
Da sempre e instancabilmente, il poeta attraversa e rifonda i margini del codice poetico; il quale non ammette confini: si plasma in spazi interiori in cui l’essere convive con l’esistere in una reciproca, inevitabile simbiosi, poiché questo chiede la poesia, la sua poesia, dove il verso appare sospeso al silenzio del respiro intimo che l’ha generato, dove il quotidiano diviene specchio dell’assoluto, così come il microcosmo diviene specchio dell’universo e la pura percezione del sentimento profondo.
Rodolfo Tommasi
La poesia di Giovanni Lorè è il luogo e il tempo dove la parola muta ali e appare più tenera e disinvolta, più tremula e pudicamente composta. è l’occasione di trovare il nesso tra eventi umani e il gioco interpretativo della coscienza e i riverberi della sensibilità accesa di pathos, di slanci e raffigurazioni di memorie archetipe diffuse nel mondo dell’arte e della cultura. Il vulnus insopportabile dell’ingiustizia non è cicatrizzabile. Il sentimento dell’assenza ha tregue di dormiveglia ma dà segni di improvvisi sussulti donde sgorgano, come da sorgiva, amore e poesia.
Sirio Guerrieri