Giordano Simonelli, autore di oltre venti testi riguardanti l’arte floreale, esce dal suo mondo fatto di corolle, foglie e colori e inizia a scrivere racconti brevi, causa un infortunio domestico che lo costringe alla quasi immobilità per un paio di mesi. Sono storie che hanno come protagonisti personaggi, oggi scomparsi, dell’Appennino Reggiano. Racconta storie vere che ritrova nella sua memoria di quando era bambino inserendo nella storia reale finali fantastici supportati da verità storiche.
Insegnante e giudice internazionale di arte floreale ama far vivere, nei suoi racconti, piante e fiori donando loro un carattere quasi umano.
Segnalato in diversi concorsi nazionali partecipa, nel 2017, al Concorso per la Letteratura d’Appennino “Raffaele Crovi” dove si classifica primo nella Sez. “Le terre del Castagno” e, ancora primo, nella Sez. “Narrativa d’Appennino”. L’anno successivo, ancora al Premio Crovi, si classifica, sempre nelle due sezioni al quinto posto. Al Premio Città di Pontremoli, nel 2019 e 2020, si classifica al terzo posto per la letteratura inedita. Ancora nel 2019 gli viene assegnato il Premio Speciale della Giuria per la letteratura per ragazzi al premio Casentino. Nel 2018 pubblica il romanzo Il Cardo e il Rosolaccio, nel 2019 la raccolta di racconti Il Melo della Provinciale 18, nel 2020 La Casa di Adelasia (Edizioni Helicon) e nel 2023 Bianco Porpora (Edizioni Helicon). Assieme ad Armido Malvolti pubblica nel 2022 il romanzo Fraora: Il rumore del silenzio e nel 2024 La Scalata (entrambi Edizioni Helicon). Nel 2022 si classifica primo nella sezione “Amica Foresta” del concorso Casentino.