Ho creduto ufficio di onesto cittadino esporre liberamente in ogni occasione il mio pensiero, poiché in servigio della Patria tutti impiegar debbono quei mezzi che sono in poter loro: il guerriero la spada, il magistrato il consiglio, lo scrittore la penna. Così Dante, così Machiavelli. Se mi sono studiato di seguire in ciò i loro esempi, spero che me ne saprai grado, o umanissimo lettore. Vivi felice. (Francesco Benedetti)
Poeta, drammaturgo, critico letterario e accanito polemista, Francesco Benedetti (Cortona, 5 ottobre 1785 – Pistoia, 1 maggio 1821) dedicò la propria vita a ideali di rinnovamento e libertà che risultarono fuori posto nell’epoca della Restaurazione. L’affiliazione carbonara e il suicidio per evitare la cattura da parte della polizia granducale ne fecero un martire risorgimentale ante litteram, ma è giunto il momento di riscoprirne l’opera, segnata da un’energica vivacità intellettuale e da un insopprimibile bisogno di dire la propria, anche se ciò compromise irreparabilmente la sua carriera.