Se il titolo di questa raccolta, dall’apparenza bizzarra
Se il titolo di questa raccolta, dall’apparenza bizzarra e metaforicamente un po’ macabro e forse irriverente, sembrerà a qualcuno, com’è possibile, almeno strano, diciamo subito che il crudo realismo delle parole, che ce lo propongono con una certa dose di amara ironia, vorrebbe contrapporsi, crediamo, nell’intenzione dell’autore, alla concezione ingiusta di esaltare i poeti solo dopo la morte o solo i poeti ormai del passato. E quindi rivela, in loro (e sua?) ironica difesa, insieme all’apprezzamento nel considerarli come dei fiori, quello che è il leit-motiv di questa raccolta di testi poetici, ossia la concezione satirica del contemporaneo mondo letterario e artistico e una visione etica e politica disastrosa, in termini gustosamente caricaturali e metaforici, ma persino drammatici, della nostra epoca e delle sue ingiustizie.
Possiamo assicurare il lettore che si tratta di qualcosa di veramente fuori dell’ordinario e di una scrittura ricca di ambigue allusioni, o critiche o ironiche o decisamente satiriche, sempre sul filo di una esposizione molte volte addirittura stupefacente, che sa colpire e divertire, o anche commuovere o indignare. La stessa crudezza del linguaggio, che ha ampio spazio nel libro e in una scrittura volutamente di basso profilo retorico, anche se raffinata per invenzione e fantasia, la possiamo considerare alla stregua di uno sganciamento polemico dalla tradizione letteraria e accademica e dalle sue squisitezze elitarie, giunte fino allo stesso avanguardismo del postmoderno novecentesco contemporaneo. (...)
Neuro Bonifazi