In una dimensione di eccezionale invenzione poetica, affidata soprattutto alla sublimazione del linguaggio, un linguaggio di eccezione, in testi eletti ed elaboratissimi, che partono dall’amore per la propria “terra”, per la terra materna, la terra natìa,
In una dimensione di eccezionale invenzione poetica, affidata soprattutto alla sublimazione del linguaggio, un linguaggio di eccezione, in testi eletti ed elaboratissimi, che partono dall’amore per la propria “terra”, per la terra materna, la terra natìa, Patrizia Puccioni Benedetti celebra l’amore in genere per le apparenze terrestri e le antiche costruzioni umane, per la natura, il mare, il sole, le città e le chiese, incontra ed esalta la toponomia del reale e quella della sua “anima”, e la vita stessa e la morte; ed è un amore che esce dalla retorica e prende la forma “estrema” di una nuova gestazione e nuova nascita, e si svolge poi nella seconda parte (Segni ed ombre) e si applica, nella complessità di un rapporto diretto, in un viaggio o pellegrinaggio tra reale e fantastico, tra presente e passato, che diventa il fondamento di una esposizione metaforica di grande e quasi terribile richiamo naturalistico!
Neuro Bonifazi